La commovente storia di Emilio e Stanley (Kubrick)

La storia di Emilio D’Alessandro, autista personale di Stanley Kubrick. Un’amicizia che ha attraversato trent’anni di vita, costruito quattro capolavori della storia del cinema e unito due persone.

“S is for Stanley” è un documentario narrato da uno dei due protagonisti della storia, ovvero Emilio D’Alessandro, autista e assistente personale di Stanley Kubrick, uno tra i più noti e acclamati registi e produttori della storia del cinema. Chi non ricorda “Arancia Meccanica”, “Spartacus”, “Full Metal Jacket” oppure “Shining”? Sono film che hanno fatto la storia, ad oggi considerati capolavori indiscussi.

In questo documentario viene alla luce la parte affettiva e del sentimento dell’amicizia del noto regista, in particolare con il suo storico autista e assistente personale italiano, Emilio. La storia lega due persone e attraversa decenni, produzioni di film, tragedie personali, traguardi e sconfitte.

Il film, vincitore come “Miglior documentario” al David di Donatello 2016 e del “Master of Art Film Festival” nella sezione “Documentary”, è tratto dal libro “Stanley Kubrick e me”, scritto da Emilio e pubblicato nel 2012.

D’Alessandro conobbe fortuitamente Kubrick a Londra nel 1971, dove faceva il pilota di auto da corsa. Kubrick lo volle come suo autista personale e con lui instaurò un profondo legame di amicizia, coronato nel 1999 da una serie di omaggi che il cineasta gli fece nel suo ultimo film, “Eyes Wide Shut”. Kubrick lo fece recitare persino in un cameo, diede il suo nome al bar in cui si reca Tom Cruise e fece apparire nel film anche la moglie e la figlia Marisa come comparse.

Emilio raccoglie pensieri, timori e gioie di tutti i collaboratori di Kubrick: l’intraprendenza di Ryan O’Neal, la spavalderia di Jack Nicholson, le crisi di Shelley Duvall messa a dura prova dagli infiniti ciak di “Shining”, la dedizione di Tom Cruise e Nicole Kidman al progetto “Eyes Wide Shut”. Emilio diventa anche un aiuto prezioso per l’organizzazione di Childwickbury, l’enorme maniero in cui il regista vive e lavora, e infine l’unico responsabile della gestione degli uffici privati. Leale, discreto e trasparente, Emilio si guadagna la fiducia di Kubrick, diventandone via via il segretario, il tuttofare, il confidente, l’amico più fidato.

Consiglio spassionato, buona visione.

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