Peaky Blinders, la serie ideale per gli alt–rockers

Se siete dei cultori della musica rock (e affini) indipendente, non potete non guardare “Peaky Blinders”, serie televisiva britannica targata Netflix ambientata a Birmingham nel periodo dopo la prima guerra mondiale.

La sigla della serie è “Red Right Hand” di Nick Cave & the Bad Seeds (1994), pezzo forse sconosciuto ai più prima dell’uscita di Peaky Blinders, ma popolare tra i cultori della musica indipendente e alternativa, specie degli anni novanta. Il brano si adatta perfettamente al mood della serie: tetra, cupa e allo stesso tempo con uno stile blues–country molto vintage. Tra l’altro, a detta di Hall of Series, sembra che il testo descriva perfettamente la storia della famiglia dei Peaky Blinders.

Non è finita qui, a questo maestoso brano si aggiungono altri brani di Nick Cave: Loverman, Martha’s Dream, Brother My Cup is Empty, Bring It On e molti altri. Nei momenti più frenetici ci sono i White Stripes, in altri, PJ Harvey o gli Arctic Monkeys. Non mancano passaggi più soavi come Radiohead o Chris Isaak.

Peaky Blinders è la serie ideale per gli alt–rockers dal sound vintage, garage rock, blues, grunge. 

Sceneggiatura e scenografia sono ben costruite, e non mancano dettagli come gli accenti dei protagonisti molto particolari: da quello tipico di Birmingham all’irlandese. Per questo, vi consiglio di guardarla rigorosamente in lingua originale.

«La storia ha inizio nel 1919 nella Birmingham del primo dopoguerra dove la popolazione lotta per sopravvivere a un periodo particolarmente difficile dal punto di vista economico e sociale. La vicenda è ambientata nel quartiere di Small Heath e si focalizza particolarmente sulla famiglia Shelby, il cui secondogenito, Thomas, è anche il boss della gang detta “Peaky Blinders”, dall’usanza di nascondere lamette nel risvolto dei cappelli, in modo da poterli utilizzare anche come arma. In senso stretto il termine “Peaky Blinders” denota la classica forma affusolata del paraocchi del berretto (lett. “Peaky Blinders”: paraocchi a punta)». (Wikipedia)

Qui per voi, la playlist della colonna sonora, da Spotify:

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